SCENA 1 – Il ritrovamento dell’Anello
DEAGOL: Oh! Oh! Oh! Oh! Sméagol!
Ne ho preso uno! Oh! Oh! Oh! Ho preso un pesce, Sméagol! Sméagol!
SMEAGOL: Tiralo fuori! Dai, dai, dai! Tiralo fuori! Eh, eh!
DEAGOL: Ohh…
SMEAGOL: Déagol! …
Déagol! Déagol! Dallo a noi, Déagol, mio caro.
DEAGOL: Perché?
SMEAGOL: Perchè è il mio compleanno e lo voglio.
DEAGOL: Aaah!
***
SMEAGOL: Il mio... Tessoro!
GOLLUM: Ci hanno maledetti! Assassino! "Assassino" ci hanno chiamati. Ci hanno maledetti e cacciati via.
Gollum! Gollum! Gollum!
E abbiamo pianto, Tessoro… Perché eravamo tanto soli. – Che freddo stagno per fare un bagno, polposo, sì! Se mi riesce io cerco un pesce. Polposo, sì! – E abbiamo dimenticato il sapore del pane… Il rumore degli alberi… La delicatezza del vento… Abbiamo dimenticato il nostro nome. Il mio Tessoro!
SCENA 2 – In viaggio fino al Crocevia
GOLLUM: Sveglia! Sveglia, su! Sveglia, dormiglioni! Dobbiamo andare, sì. Dobbiamo andare subito.
SAM: Non avete dormito, padron Frodo? Io, invece, anche troppo. Dev'essere tardi.
FRODO: No. Non é tardi. Non é nemmeno mezzodì. Si fanno più buie, le giornate.
GOLLUM: Forza! Dobbiamo andare. Non c'é tempo!
SAM: No, prima padron Frodo deve mangiare qualcosa.
GOLLUM: Non c'é tempo da perdere, sciocco!
SAM: Ecco… Tenete.
FRODO: Non mangi tu?
SAM: Oh, no, non ho fame. Tanto meno di Pan di Via.
FRODO: Sam...
SAM: E va bene… Non ce ne rimane molto. Dobbiamo stare attenti, o ci ritroveremo senza. Su, mangiate, padron Frodo. L'ho razionato. Dovrebbe bastare.
FRODO: Per cosa?
SAM: Il viaggio di ritorno.
GOLLUM: Venite, Hobbit. Molto vicini, ora… Molto vicini a Mordor. Luoghi non sicuri qui. Presto! Shhh!
SCENA 3 – La strada per Isengard
MERRY: Eh, eh eh eh...
PIPINO: Ah ah ah ah ah…
MERRY: E’ buona.
PIPINO: Viene senz’altro dalla Contea.
MERRY: Erba-pipa di Pianilungone. Eh?
PIPINO: Hm hm. E’ come… Se mi trovassi al Drago Verde.
MERRY: Hm! Al Drago Verde?
PIPINO: Con un boccale di birra in mano e i piedi piazzati su una panca. Dopo una lunga giornata di lavoro.
MERRY: Solo che non hai mai fatto una lunga giornata di lavoro.
PIPINO: Hm hm! Eh eh eh!
MERRY: Eh eh eh eh eh…
PIPINO: Eh, eh! Oh… Ah! Ah! Ah! Ah, ah ah ah ah ah!
MERRY: Benvenuti, miei signori, a Isengard!
GIMLI: Voi, piccole canaglie! Ci avete spinti a una bella caccia, e ora vi troviamo a... Banchettare e... A fumare!
PIPINO: Siamo seduti sul campo della vittoria, gustando cosucce che ci siamo meritati.
MERRY: Uhm.
PIPINO: Il maiale salato é particolarmente buono.
GIMLI: Il maiale salato?
GANDALF: Hm… Hobbit!
MERRY: Siamo agli ordini di Barbalbero, che governa d'ora in avanti Isengard.
SCENA 4 – La voce di Saruman
BARBALBERO: Giovane mastro Gandalf, sono contento che tu sia qui. Legno e acqua, tronchi e pietre, li posso dominare, ma qui c'é un mago con cui avere a che fare, chiuso in questa Torre.
ARAGORN: Mostra il tuo viso.
GANDALF: Fa’ attenzione. Anche nella sconfitta, Saruman è pericoloso.
GIMLI: Prendiamoci la sua testa e facciamola finita!
GANDALF: No! Ci occorre vivo. Ci occorre che parli.
SARUMAN: Hai combattuto molte guerre e ucciso molti nemici, Re Théoden, e dopo hai ristabilito la pace. Non possiamo discuterne assieme come facemmo in passato, mio vecchio amico? Non può esservi pace tra me e te?
THEODEN: Tra noi vi sarà pace… Tra noi vi sarà pace, quando tu risponderai dell’incendio dell’Ovestfalda, e dei bambini che giacciono morti lì! Tra noi vi sarà pace, quando la vita dei soldati, fatti a pezzi nonostante giacessero morti davanti alle Porte del Trombatorrione, sarà vendicata! Quando penzolerai da una forca per lo spasso dei tuoi stessi corvi, tra noi vi sarà pace!
SARUMAN: Forche e cornacchie… Rimbambito! Cosa vuoi, Gandalf il Grigio, lasciami indovinare: la chiave di Orthanc? O magari le chiavi di
Barad-dûr stessa? Insieme alle corone dei Sette Re e ai bastoni dei Cinque Stregoni?
GANDALF: Il tuo tradimento è già costato molte vite. Altre migliaia sono ora a rischio. Ma tu puoi salvarle, Saruman. Tu eri addentro ai disegni del nemico.
SARUMAN: Così sei venuto qui per informazioni. Ne ho alcune per te. Qualcosa di purulento cresce nel cuore della Terra di Mezzo. Qualcosa che è sfuggito alla tua vista. Ma il Grande Occhio lo ha veduto… Perfino ora lui aumenta il suo vantaggio. Il suo attacco avverrà presto. Tutti voi morirete. Ma tu questo lo sai, dico bene Gandalf? Non puoi pensare che questo Ramingo si siederà mai sul trono di Gondor. Questo esule strisciato fuori dall’ombra non sarà mai incoronato Re. Gandalf non esita a sacrificare quelli più vicini a lui, quelli che egli professa di amare. Dimmi, quali parole confortanti hai avuto per il Mezzuomo prima di spedirlo alla sua rovina? La strada sulla quale lo hai posto, può portare solo alla morte.
GIMLI: Ho sentito abbastanza! Finiscilo con una freccia nel becco.
GANDALF: No! Vieni giù, Saruman, e la tua vita sarà risparmiata.
SARUMAN: Conserva pietà e compassione, non so che farmene! Ah!
GANDALF: Saruman. Il tuo bastone è rotto!
SARUMAN: Ah…
THEODEN: Grima, non sei obbligato a seguirlo. Non sei sempre stato come sei ora. Una volta eri un uomo di Rohan. Scendi.
SARUMAN: Un uomo di Rohan? Cos’è la casa di Rohan, se non una stalla di paglia dove i briganti bevono nel fetore e i loro marmocchi si rotolano per terra insieme ai cani? La vittoria al Fosso di Helm non appartiene a te, Théoden Signore dei Cavalli. Tu sei il figlio minore dei più grandi Re.
THEODEN: Grima, vieni giù. Liberati di lui.
SARUMAN: Libero? Lui non sarà mai libero.
GRIMA: No…
SARUMAN: A terra, carogna!
GRIMA: Ah!
GANDALF: Saruman! Tu eri addentro ai disegni del nemico, dicci quello che sai.
SARUMAN: Ritirate le vostre guardie, e io vi dirò dove il vostro destino verrà deciso. Non sarò tenuto prigioniero qui! Ahh! Uh!
GRIMA: Ahh!
MERRY: Oh!
PIPINO: Ah…
GANDALF: Invia messaggi a tutti i nostri alleati e ad ogni angolo della Terra di Mezzo ancora libero. Il Nemico si muove contro di noi, dobbiamo sapere dove colpirà.
BARBALBERO: L’indecenza di Saruman si sta dissolvendo.
Gli alberi torneranno a vivere qui. Alberi giovani. Alberi selvatici.
ARAGORN: Pipino!
BARBALBERO: Per la mia corteccia!
GANDALF: Peregrino Took! Lo prendo io, giovanotto. Su, presto!
SCENA 5 – Ritorno a Edoras
THEODEN: Stasera ricordiamo chi ha versato il proprio sangue per difendere questo Paese. A voi, morti vittoriosi!
ROHIRRIM: A voi!
***
EOMER: Nessuna pausa. Nessun versamento.
GIMLI: E… Nessun rigurgito.
LEGOLAS: Allora è la gara del bere?
GIMLI: L’ultimo in piedi, vince. Ah ah ah ah ah! Eh!
I SOLDATO DI ROHAN: A cosa beviamo?
II SOLDATO DI ROHAN: Alla vittoria! Ah ah ah ah! Alla vittoria!
***
III SOLDATO DI ROHAN: Li abbiamo sconfitti!
EOWYN: Westu Aragorn hál!
THEODEN: Sono felice per te. E’ un uomo d'onore.
EOWYN: Siete entrambi uomini d'onore.
THEODEN: Non è stato Théoden di Rohan a condurre il suo popolo alla vittoria. Aaah... Non darmi ascolto. Sei giovane. E la serata è per te.
***
GIMLI: Aaah! Ah ah ah ah ah. Aaah, sono i Nani che vanno a nuotare con le donnine pelose! Ah ah ah ah ah.
LEGOLAS: Sento qualcosa. Un lieve formicolìo alle dita. Credo che mi stia facendo effetto.
GIMLI: Eh, eh. Che vi avevo detto? Lui non sa reggere l’alcol.
LEGOLAS: Gara finita.
***
MERRY E PIPINO: Oh, gira pure qua e là / E prosciuga la città / Ma birra scura mai gusterai / Come quella che da noi troverai. / Ma birra scura mai gusterai / Come quella che da noi troverai. / Se volete le gran marche, le bevete a tonnellate. / Ma onesti, su, non cercate più…
MERRY: Pipino!
MERRY E PIPINO: Ma onesti, su, non cercate più / Al Drago Verde andate!
MERRY: Grazie! Ho vinto io! Grazie!
***
ARAGORN: Nessuna notizia di Frodo.
GANDALF: Nessuna. Niente.
ARAGORN: Abbiamo tempo. Ogni giorno Frodo é più vicino a Mordor.
GANDALF: Ne siamo certi?
ARAGORN: Cosa ti dice il tuo cuore?
GANDALF: Che Frodo é vivo. Sì. Sì, é vivo.
SCENA 6 – La malignità di Gollum
SMEAGOL: Troppi rischi. Troppi rischi. Ladri. Ce l'hanno tolto, rubato. Uccidili. Uccidili! Uccidili tutti e due! Aaah!
GOLLUM: Shhh! Zitto! Non bisogna svegliarli. Non bisogna rovinare tutto ora.
SMEAGOL: Ma loro sanno. Lo sanno! Sospettano di noi.
GOLLUM: Cosa dice il mio Tessoro, mio caro? Sméagol non ha più fegato!
SMEAGOL: No. Non é vero. No, mai. Sméagol odia quei nauseanti Hobbit. Sméagol li vuole vedere... Morti.
GOLLUM: E li vedremo. Sméagol l'ha fatto una volta. Può farlo di nuovo.
SMEAGOL: E’ nostro! Nostro! Dobbiamo prendere il Tesoro. Dobbiamo riprenderlo.
GOLLUM: Pazienza! Pazienza, mio caro. Prima dobbiamo condurli da lei.
SMEAGOL: Dobbiamo condurli alla scala tortuosa.
GOLLUM: Sì, la scala. E poi?
SMEAGOL: Poi, poi, poi, poi, poi, poi la scala saliamo finché non arriviamo... Alla galleria. Ah…
GOLLUM: E una volta entrati non c'é via d'uscita. Lei ha sempre fame. Ha sempre bisogno di nutrirsi. Deve mangiare. Le arrivano solo luridi Orchi.
SMEAGOL: E quelli non hanno un buon sapore, vero, Tesoro?
GOLLUM: No. Hanno un pessimo sapore, mio caro. Lei brama carne più tenera. Carne di Hobbit. E quando lei getterà le ossa e gli indumenti vuoti, allora noi lo troveremo.
SMEAGOL: E lo prenderemo per me!
GOLLUM: Per noi!
SMEAGOL: Sì… Intendevamo per noi, eh…
GOLLUM: Gollum. Gollum. Il Tessoro sarà nostro una volta che gli Hobbit siano tutti morti. Eh, eh!
SAM: Traditore! Brutto...
GOLLUM: Aaah! Aaah! Aaah! No! No! Padrone!
FRODO: No, Sam! Lascialo stare!
GOLLUM: Ah!
SAM: L'ho sentito dalla sua bocca! Ci vuole uccidere!
GOLLUM: Mai! Sméagol non farebbe male a una mosca. Ah! Lui è un orrendo Hobbit grasso, che odia Sméagol, e si inventa delle brutte bugie.
SAM: Lurido verme spregevole! Ti spacco la testa!
FRODO: No, no, Sam!
SAM: Bugiardo a me? Tu sei bugiardo!
GOLLUM: Aaah!
FRODO: Se scappa, siamo persi!
SAM: Non m'importa! Non ci riesco, padron Frodo. Non aspetterò che quello ci uccida!
FRODO: Non intendo mandarlo via.
SAM: Voi non capite, vero? E’ un furfante!
FRODO: Non possiamo fare questa cosa da soli, Sam, non senza una guida. Devi essere dalla mia parte.
SAM: Sono dalla vostra parte, padron Frodo.
FRODO: Lo so, Sam. Lo so. Fidati di me. Vieni, Sméagol.
SCENA 7 – Il sogno di Eowyn
EOWYN: Che ora è?
ARAGORN: Non è ancora l’alba.
EOWYN: In sogno ho visto un’onda immensa che invadeva terreni e sovrastava le colline. Io mi trovavo sul bordo. L’oscurità era totale nell’abisso davanti ai miei piedi. Una luce splendeva dietro di me, ma non riuscivo a voltarmi. Potevo solo stare lì, in attesa.
ARAGORN: La notte cambia molti pensieri. Dormi, Eowyn. Dormi… Finché puoi.
SCENA 8 – Il Palantír
LEGOLAS: Le stelle sono velate. Qualcosa si scuote a Est. Un insonne malanimo. L'Occhio del Nemico si muove.
***
MERRY: Che cosa fai? Pipino! Pipino!
GANDALF: Oh… Oh…
MERRY: Pipino! Sei impazzito?
PIPINO: Voglio solo dargli uno sguardo. Per l'ultima volta.
MERRY: Rimettilo dov'era. Ma… Pipino... No! Pipino!
***
LEGOLAS: Lui é qui.
***
SAURON: Ti vedo.
MERRY: Pipino! Aiuto! Gandalf! Aiutatelo!
ARAGORN: Uh…
MERRY: Oh! Pipino!
GANDALF: Idiota di un Took!
PIPINO: Ah…
GANDALF: Guardami.
PIPINO: Gandalf, perdonami.
GANDALF: Guardami. Che cosa hai visto?
PIPINO: Un albero. C'era un albero bianco in un cortile di pietra. Era morto. La città era in fiamme.
GANDALF: Minas Tirith... E’ questo che hai visto?
PIPINO: Ho visto... Ho visto lui. Sentivo la sua voce nella mia testa.
GANDALF: E cosa gli hai detto? Parla!
PIPINO: Mi ha chiesto il mio nome. Non ho risposto. Mi ha fatto male.
GANDALF: Cosa gli hai detto di Frodo e dell'Anello?
***
GANDALF: Non c'era menzogna negli occhi di Pipino. Uno sciocco, ma uno sciocco onesto lui rimane. Non ha detto niente a Sauron di Frodo e dell'Anello. Siamo stati fortunati. Pipino ha visto nel Palantír una traccia dei piani del Nemico. Sauron si muove per colpire la città di Minas Tirith. La sconfitta al Fosso di Helm ha mostrato una cosa al nostro Nemico: sa che l'erede di Elendil si é fatto avanti. Gli Uomini non sono deboli come immaginava. C'é ancora coraggio. Forza a sufficienza per sfidarlo, magari. Sauron teme questo. Non rischierà che i Popoli della Terra di Mezzo si uniscano sotto un'unica bandiera. Ridurrà Minas Tirith al suolo, piuttosto che vedere un Re tornare sul trono degli Uomini. Se i segnali di Gondor sono accesi, Rohan deve prepararsi alla guerra.
THEODEN: Dimmi, perché dovremmo correre in aiuto di coloro che ce l'hanno rifiutato? Cosa dobbiamo a Gondor?
ARAGORN: Io andrò.
GANDALF: No!
ARAGORN: Vanno avvertiti.
GANDALF: E lo saranno. Andrai a Minas Tirith per un'altra strada. Segui il Fiume. Cerca le navi nere. Tenete a mente: ci sono cose ora in movimento che non possono essere disfatte. Io cavalco verso Minas Tirith… E non ci andrò da solo.
***
GANDALF: Di tutti gli Hobbit ficcanaso, Peregrino Took, tu sei il peggiore! Presto! Presto!
PIPINO: Dove stiamo andando?
MERRY: Perché hai guardato? Perché tu devi sempre guardare?
PIPINO: Non lo so. E’ più forte di me.
MERRY: E’ sempre così.
PIPINO: Mi dispiace, va bene? Non lo farò più.
MERRY: Ma non riesci a capire? Il Nemico pensa che tu abbia l'Anello. Si metterà alla tua ricerca, Pipino. Devono portarti via da qui.
PIPINO: E tu... Tu verrai con me? Merry?
MERRY: Muoviti!
PIPINO: Quanto dista Minas Tirith?
GANDALF: Tre giorni a cavallo, come il volo dei Nazgul. E spera che non ne abbiamo uno alle calcagna.
MERRY: Tieni… Qualcosa per il viaggio.
PIPINO: L'erba-pipa di Pianilungone…
MERRY: Lo so che l'hai finita. Tu fumi troppo, Pipino.
PIPINO: Ma... Ma ci rivedremo presto. Non è così?
MERRY: Non lo so. Non lo so cosa capiterà.
PIPINO: Merry...
GANDALF: Corri, Ombromanto. Mostraci cosa significa "fretta".
PIPINO: Merry!
ARAGORN: Merry!
***
MERRY: Mi ha sempre seguito, dovunque andassi, fin da quando eravamo piccoli. L’ho sempre cacciato nella peggior specie di pasticci, ma poi… Ma poi ero sempre lì a salvarlo. Ora se n’è andato. Come hanno fatto Frodo… E Sam.
ARAGORN: Una cosa ho imparato sugli Hobbit: sono un popolo audace.
MERRY: Avventato, forse. Lui è un Took. Eh eh eh.
SCENA 9 – La visione di Arwen
ELROND: Conducila per la strada più sicura. Una nave è ancora ai Rifugi Oscuri. Attende per portarla oltremare. L'ultimo viaggio di Arwen Undomiel.
***
ELROND: Non c'è nulla per te qui, solo morte.
***
FIGWIT: Dama Arwen, non possiamo tardare. Mia signora!
***
ARWEN: Dimmi cosa hai visto.
ELROND: Arwen!
ARWEN: Tu hai il dono della preveggenza. Che cosa hai visto?
ELROND: Ho guardato nel tuo futuro e ho visto morte.
ARWEN: Ma c'è anche la vita. Hai visto che c'era un bambino. Hai visto mio figlio.
ELROND: Quel futuro è quasi sparito.
ARWEN: Ma non è perduto.
ELROND: Nulla è certo.
ARWEN: Alcune cose sono certe. Se ora lo lascio, lo rimpiangerò per sempre. E’ il momento.
SCENA 10 – La riforgiatura di Narsil
ARWEN: Dalle ceneri la fiamma sarà risvegliata. Una luce dall'ombra spunterà. Rinnovata sarà la lama che fu spezzata.
***
ISILDUR: Aaah!
***
ARWEN: Il senza corona di nuovo Re sarà.
***
ARWEN: Riforgia la spada. Padre…
ELROND: Le tue mani sono fredde. La vita degli Eldar ti sta lasciando.
ARWEN: E’ stata una mia scelta. Padre, con o senza la tua volontà, non c'é nessuna nave, ora, che possa portarmi via.
SCENA 11 – Minas Tirith
GANDALF: Siamo appena entrati nel Regno di Gondor! Minas Tirith. La Città dei Re.
***
GANDALF: Fate largo!
PIPINO: E’ l'albero… Gandalf. Gandalf!
GANDALF: Sì, l'Albero Bianco di Gondor. L'Albero del Re. Il sire Denethor, tuttavia, non è il Re. E’ solo un Sovrintendente, un custode del trono. Ora fa' attenzione: il sire Denethor è il padre di Boromir. Dargli notizia della morte del suo amato figliolo non sarebbe saggio. E non menzionare Frodo, né l'Anello. E non dire niente nemmeno di Aragorn. In effetti, é meglio che non parli, Peregrino Took.
***
GANDALF: Salute a te, Denethor, figlio di Ecthelion, signore e Sovrintendente di Gondor. Giungo con notizie in questa ora buia, e con consigli.
DENETHOR: Forse giungi per spiegare questo. Forse sei qui per dirmi perché mio figlio è morto.
***
BOROMIR: Ah!
***
PIPINO: Boromir è morto per salvare noi, il mio parente e me. E’ caduto difendendoci da molti nemici.
GANDALF: Pipino!
PIPINO: Io offro i miei servigi, anche se insufficienti, in pagamento di questo debito.
DENETHOR: Questo è il primo ordine che ti do. Come hai fatto tu a fuggire e mio figlio no, nonostante fosse un uomo possente?
PIPINO: L’uomo più possente può ucciderlo una freccia, e Boromir ne è stato trafitto da molte.
GANDALF: Alzati! Mio signore, ci sarà il momento del cordoglio per Boromir, ma non è adesso. La guerra è in arrivo. Il Nemico è quasi alle porte. Come Sovrintendente, devi difendere questa Città. Dove sono gli eserciti di Gondor? Hai ancora degli amici. Non sei solo in questa lotta. Manda un messaggio a Théoden di Rohan. Che accenda i segnali!
DENETHOR: Tu credi di essere saggio, Mithrandir. Ma con le tue sottigliezze non hai discernimento. Credi che gli occhi della Torre Bianca siano ciechi? Io ho visto più di quanto tu sappia. Con la tua mano sinistra mi useresti come scudo contro Mordor, e con la destra cercheresti di soppiantarmi. So chi cavalca con Théoden di Rohan. Ah, sì! E’ giunta voce alle mie orecchie di questo Aragorn, figlio di Arathorn, e te lo dico ora: non intendo piegarmi a questo Ramingo del Nord, l'ultimo di una cenciosa casata a lungo orbata di signoria e comando.
GANDALF: Non ti è concessa l'autorità per negare il ritorno del Re, Sovrintendente.
DENETHOR: Il regno di Gondor é mio e di nessun altro!
GANDALF: Vieni.
SCENA 12 – Il declino di Gondor
GANDALF: Tutto è diventato vana ambizione. Userebbe perfino il suo dolore come mantello! Per mille anni questa Città è rimasta in piedi. E ora, per il capriccio di un pazzo, cadrà. E l’Albero Bianco, l’Albero del Re, non fiorirà mai più.
PIPINO: Perché sono ancora di guardia?
GANDALF: Sono di guardia perché hanno speranza. Una tenue, morente speranza che un giorno fiorirà, e che arriverà un Re. E la Città sarà com’era una volta, prima di cadere in sfacelo. La vecchia saggezza generata ad Ovest era stata abbandonata. I Re costruivano tombe più splendide delle dimore dei vivi, e consideravano i vecchi nomi della propria stirpe più cari dei nomi dei loro figli. Sovrani senza discendenti stavano in vecchi saloni meditando sull’araldica, o in alte gelide torri ponendo domande alle stelle. E fu così che il Popolo di Gondor andò in rovina. La stirpe dei Re si estinse. L’Albero Bianco appassì. Il comando di Gondor fu passato a Uomini inferiori.
PIPINO: Mordor.
GANDALF: Sì. Eccola lì. Quella città ha sempre vissuto sotto l’Occhio della sua Ombra.
PIPINO: Arriva una tempesta.
GANDALF: Quello non è il clima del mondo. Quello è un artificio che Sauron fabbrica, un tumulto di fumo che invia davanti al suo ospite. Gli Orchi di Mordor non amano la luce del giorno, così egli copre il sole per facilitare il loro passaggio lungo la strada per la guerra. Quando l’ombra di Mordor giungerà qui, la guerra avrà inizio.
PIPINO: Beh… Minas Tirith… Davvero sbalorditivo! Dov’è che siamo diretti?
GANDALF: Oh, è troppo tardi, Peregrino. Non si può lasciare questa Città. Un aiuto deve giungere a noi.
SCENA 13 – Il Crocevia del Re Caduto
SAM: Dovrebbe essere quasi l’ora del thé, almeno lo sarebbe in luoghi decenti in cui ancora esiste l’ora del thé.
GOLLUM: Noi non siamo in luoghi decenti.
SAM: Padron Frodo? Che cosa c’è?
FRODO: Solo un presentimento. Non credo che farò mai ritorno.
SAM: Invece sì. Certo che sì. E’ solo un brutto pensiero. Noi andremo e faremo ritorno, proprio come padron Bilbo. Vedrete.
FRODO: Credo che queste terre una volta appartenessero al Regno di Gondor. Tempo addietro, quando c’era un Re.
SAM: Padron Frodo, guardate! Il Re ha di nuovo una corona!
GOLLUM: Venite, Hobbit! Non bisogna fermarsi ora! Per di qua.
SCENA 14 – “E’ il respiro profondo prima del balzo”
PIPINO: Immagino che sia solo una posizione cerimoniale. Insomma, non si aspettano veramente che io vada a combattere... O sì?
GANDALF: Sei al servizio del Sovrintendente, ora. Dovrai fare quello che ti verrà detto, Peregrino Took… Ridicolo Hobbit! Guardia della Cittadella… Ah! Grazie.
PIPINO: Non ci sono più stelle. E’ giunta l’ora?
GANDALF: Sì.
PIPINO: Che silenzio!
GANDALF: È il respiro profondo prima del balzo.
PIPINO: Non voglio trovarmi in una battaglia, ma aspettare sull'orlo di una che non posso evitare è ancora peggio. C'è qualche speranza, Gandalf, per Frodo e Sam?
GANDALF: Non c'è mai stata molta speranza. Solo quella di uno sciocco. Il nostro Nemico è pronto. Tutte le sue forze, radunate. Non solo Orchi, ma anche Uomini, legioni di Haradrim dal Sud, mercenari dalla costa. Tutti risponderanno all'appello di Mordor.
***
CORSARO: Presto!
***
GANDALF: Sarà la fine di Gondor per come la conosciamo noi. Qui il colpo di martello cadrà con più violenza. Se il Fiume verrà preso, se la guarnigione di Osgiliath cadrà, l'ultima difesa di questa Città sarà annientata.
PIPINO: Ma abbiamo lo Stregone Bianco. Questo varrà pure qualcosa. Gandalf?
GANDALF: Sauron deve ancora rivelare il suo servo più micidiale, colui che condurrà alla guerra gli eserciti di Mordor. Colui che, come dicono, nessun Uomo vivente può uccidere. Il Re degli Stregoni di Angmar. Tu lo hai già incontrato. Ha pugnalato Frodo a Colle Vento.
***
FRODO:
Ahhh!
***
GANDALF: E’ il Signore dei Nazgul, il più potente dei Nove. Minas Morgul è la sua tana.